MOTOTROMBE! – Mostra in Chiesa di S.Angelo

MOTOTROMBE!

(7 relitti dell’epoca del petrolio annunciano la fine di un mondo)

una mostra fatta da dio

dal 17 al 27 Aprile
nella navata centrale della
Chiesa di S.Angelo
Piazza S.Angelo 2, Milano

si ringraziano:


Pietro Pleuteri, artista e genio del ferro – Fra Paolo per la —–cordialità disponibilità e visione – Maud Greppi e Matthew Noble per –la mediazione a titolo gratuito con l’ordine francescano – Walter –Bonacina, spericolato amico col furgone. Gabriele Consonni –(Autoriparazioni Consonni Ernesto S.r.l-) per le svariate
marmitte concesse – Sergio Perego & famiglia per le intense ———chiacchierate sulla Verità del paese – Sergio Nabergoi, sognatore e costruttore di trombe – TBKart Srl. Francesco di Mauro aka Onetwo e i suoi bocchini – e tutti i miei pazienti amici.
Bruno Muzzolini fotografo d’assalto.

Introduzione, mitologia:
Venerdì 17 Aprile, nel marasma degli eventifici artweek, un esercito di 7 mototrombisti guidato da un vispo direttore di banda, fa il suo maestoso ingresso in chiesa colmando gli spazi degli appositi parcheggi. Un gruppo sparuto di persone li segue – alcuni, raccimolati per caso lungo la strada, altri, assidui frequentatori del luogo di culto, altri ancora raffinatissimi esperti di settore.

Viene intonato un triste lamento. Cristo, davanti, si lamenta immobile.

F.A.Q.


E’ un lavoro che ha a che fare con la crisi dell’automobile?
Sì, è la fine di qualcosa di grosso… l’inizio della prot-modernità.
Non sappiamo ancora annusare le forze che ci sono in gioco.


Vedo che sei simpatico, o forse solo rinc*o?
Certamente c’è un grande tema digestivo. E’ un lavoro che tratta degli scarti che produciamo in
quanto pluri-organismo umanità.


Per la tua flotta di mototrombe hai scelto un numero particolare, il sette, che nella Bibbia assume un rilievo simbolico molto forte. Puoi aiutarci a comprendere meglio il significato mistico e cabalistico assunto da tale numero?
Sono sicuro che questo è un compito a cui può assolvere meglio il singolo e la preghiera, oppure il prete. Fatto sta che io mi sono occupato principalmente del 7 nel Libro dell’Apocalisse di Giovanni di Patmos, dove sette sono le trombe, suonate dagli angeli, il cui squillo annuncia una serie di disgrazie e devastazioni che preludono alla Fine dei Tempi, al famoso Giorno del Giudizio. Alcuni sostengono
che siamo in questa fase della storia.

MOTOTROMBE Bolide bislungo 1 – guidata da Monty
MOTOTROMBA da assalto 1 – guidata da Gianni
MOTOTROMBONE con fantasmi

Le tue trombe del giudizio però provengono da un concerto itinerante che ha invaso le strade
e risvegliato l’attenzione degli automobilisti intasati nel traffico. Perché hai pensato che gli angeli dell’Apocalisse dovessero palesarsi proprio su asfalto, su questo impietoso
palcoscenico?

Perchè gli ultimi anni della mia vita li ho vissuti a Mediolanum, una città che grazie alla sua etymologia et essentia suggerisce un qualcosa di segreto su come funziona lo sviluppo di una civiltà: le città, i conglomerati di cose umane, sorgono in funzione delle strade, e non viceversa. Perciò io penso che quando si parla di “arteria stradale” non lo si faccia mai in senso metaforico. La
circolazione è il nostro sangue, il nostro sangue condiviso del nostro pluri-organismo. Quando, volente o nolente, interrompiamo bruscamente il funzionamento del nostro sistema sanguigno provochiamo quello che, in senso medico, si definisce una TROMBOSI, e nei termini pratici, invece, un BLOCCO STRADALE. Personalmente sono molto interessato a questo tipi di manifestazione autolesionistica, perché denunciano disperatamente un sentimento di urgenza, o un bisogno di aiuto.
Io, però, che sono compassionevole anche verso gli irrequieti automobilisti diretti al lavoro, ho pensato che questi possano sentirsi rincuorati, se non addirittura meravigliati e accolti, davanti a una visione che dischiude a qualcosa di diverso dai brufoli e dalle scritte fatte con lo spray. E che la loro
giornata, anzi, possa essere piacevolmente svoltata in positivo, da questa cosa (7 cose) che buca la
quotidianità ma verso un altro senso: uno squarcio, una visione verso una surrealtà, un momento di
sconfinamento tra il Reale e l’Immaginario.


Continui a parlare di corpo. Naturalmente, allora, operi in una direzione quasi opposta a quella
di Jean Tinguely.

Vedo che capisci, voce esterna che mi pone le domande. Qui la macchina c’è, ma è un derelitto fallito, e io cerco uno sforzo umano. Chiamiamolo pneuma. E’ evidente una rivendicazione di stampo ecologico, se non eco-sofico. La tua non è arte ma riqualificazione della spazzatura
Mi sforzo di operare con dei materiali orribili, se non addirittura pericolosi per la salute… Nonostante
sia da mesi che continuo a rovistare nelle pile di rottami degli sfasciacarrozze a me questi continuano
a rimanere dei materiali alieni. Perciò è necessario poterli guardare attraverso l’operazione di rendere
spettacolare ciò che tendenzialmente è spaventevolmente rimosso allo sguardo e alla coscienza
collettiva.
Si tratta di ispezionare il maleodorante lato B del progresso… quello che oltre a marmitte catalitiche e
monossido di carbonio contiene una scia di incidenti, guerre, disastri ambientali… la desertificazione
del vivente ad opera del vivente.
Come sei new age…
Non credo proprio.