

Pacifista, ecologica, e anti-umana, dispositivo per mobilità orizzontale™ è la prima macchina celibe pensata per tradurre la postura di dominio dello stare in piedi alla postura generativa del giacere distesi. Ispirandosi da un lato agli attrezzi ginnici a cielo aperto destinati alla età geriatrica, e dall’altro, a certi rituali aborigeni destinati alla felicità dell’agricoltura, dispositivo per mobilità orizzontale™ vuole educare lo sguardo, ma anche l’intera massa muscolare, ad un rapporto ravvicinato con la Terra. O per essere più precisi, alla visione traumatica e inaspettata della sua pelle d’asfalto.




D.P.M.O. vuole trovare una soluzione radicale dal punto di vista ingegneristico all’urgente
problema ecologico-culturale dell’antropocentrismo, sovvertendo il più remoto e problematico
statuto che caratterizza questo suddetto anthropos e la sua relativa postura nel mondo, ovvero,
appunto, la sua postura nel mondo: l’ontologica verticalità di un bipede eretto.
Questo particolare tipo di mammifero si pone visivamente in una condizione di opposizione
perpendicolare alla terra che in genere potremmo dire è orizzontale e custode di certe forze
distruttive (i lombrichi). C’è in questa particolare specie un imperdurante spirito di resistenza, un
mitocondriaco qualcosa, che vuole erigere delle cose verticali molto solide che durino (Djed) e che
eludano alla vista i più viscidi abitanti di questo ecosistema.
Però io sono stanco di nascere, e di dovere per forza porre resistenza a qualcosa, e di soffrire per
dovere porre resistenza a questo qualcosa, che mi chiede di tornare a fare parte della sua innata
orizzontalità dove per esempio non si hanno problemi di identità. Per questo, per alleggerire il peso
sulla mia schiena, ho deciso di non accettare la condizione per cui io debba sprecare delle preziose
energie solo per stare in piedi e oppormi inutilmente a una forza più grande di me, e per questo, per
vedere la terra più da vicino(i miei cugini lombrichi) ho deciso di progettare un dispositivo
meccanico che queste energie verticali le incanali direttamente dalla parte giusta, ovvero in un tipo
di circuito energetico che traduca la forza di dominio di chi ha una spina dorsale alla forza circolare
di una ruota che permetta un eterno movimento.
D.P.M.O. si attiva sdraiandosi a pancia in giù e simulando con il movimento pelvico lo
strisciamento di tutte quelle belve dotate di una particolare sensibilità per le più sottili vibrazioni
della terra (es, i lombrichi). In questo modo, il pistone saldato all’asse centrale trasmette il
movimento alle due ruote della macchina che potrà felicemente trasportarvi alla scoperta di un altro
tipo di strada percorribile.
D.P.M.O. verrà attivato per la prima volta di Venerdì Santo e sarà a tutti gli effetti una passione
alternativa.




